Circoncisione

Pratica chirurgica antichissima, la circoncisione prevede la rimozione totale del prepuzio: di conseguenza, la parte terminale del pene (glande) rimane completamente scoperta.

Alcune fonti distinguono due tipi di circoncisione, in base alla rimozione totale o parziale del prepuzio (lasciando, quindi, parzialmente scoperto il glande)

Perché si pratica?

Tra tutti, spicca l’igiene: sembra, infatti che la circoncisione sia che favorisca una maggior igiene intima; le microperdite di urina e lo smegma non possono ristagnare tra il prepuzio ed il glande, perché ritenuti fattori di rischio per balaniti, postiti, balanopostiti ed altre infiammazioni a livello genitale.

Altri, si sottopongono alla circoncisione perché spinti dalla volontà di migliorare l’estetica genitale o  dal desiderio di percepire maggior eccitazione durante l’atto sessuale.

Malgrado contro la loro volontà, molti uomini sono costretti a sottoporsi alla circoncisione, per risolvere disturbi anatomici genitali (fimosi, parafimosi) o per il trattamento dell’eiaculazione precoce. Tra gli altri disturbi, risolvibili o migliorabili tramite la circoncisione, si ricordano: lichen sclerosus del pene, ipospadia (sviluppo incompleto dell’uretra), stenosi uretrale, linfedema penieno cronico (raro). In taluni casi, anche il cancro al pene potrebbe essere curato, completamente o parzialmente, tramite la circoncisione.